5/17/2010
NOI FACCIAMO CIRCO

da sinistra:
il Sole Gaia, la Luna Vale, Il mio Uccellino Marti, Il DimenticaTutto Giulia, il Bradipo Violoncellista,
la fotografa- truccatrice Ilaria.





Spettacolo di arti circensi del gruppo Maghi Incartati
tenutosi al teatro S.M.S di Rifredi.
grazie Ilaria per l'aiuto foto
grazie ad EliRudyZuli
e a tutte le altre.
prossimo appuntamento Domenica 23 Maggio alla Villa Favard
5/16/2010
WithinWithout YOU
5/14/2010
Nascondiglio



Voglio nasconderti, tenerti al sicuro.
Prendo una scatolina e, con cura, ti stendo al suo interno.
La richiudo con lentezza, osservo il tuo svanire dietro al coperchio che si ricongiunge alla base.
Un lucchetto ti sigilla li dentro.
La chiave me la metto in tasca, inizio a muovere i piedi in grandi passeggiate fino ad arrivare su quel ponte.
Chiudo gli occhi, il braccio si stende in avanti, la mano allenta la presa e la chiave dei ricordi annega in un fiume verde di tempesta.
5/12/2010
la storia di Dahila e il polipo che la voleva morta
Quel polipo si attorcigliò tra i miei capelli.
presto sentii una fitta e uno scrocchiar d'ossa.
Il mio streno si spezzò a metà e la, dove giacevano i miei organi, un tentacolo lavorava con gran frenesia.

continua
5/09/2010
La Filosofia del male
Come nell'etica il male è conseguenza del bene, così, nella realtà, dalla gioia nasce il dolore.
Sia che la memoria della passata felicità costituisca il tormento del presente,
sia che le angosce che sono abbiano origine nelle estasi che avrebbero potuto essere.
Edgar Allan Poe
5/01/2010

dove un ragazzo corre su una bici, ma non sorride mai
e le mie ceneri ricadono su tutte le cose che abbiamo detto
su una scatola di foto sotto al letto.




un'altra, tanto presto si succedono.
Laerte, tua sorella s'è annegata.
LAERTE: Annegata! Ah, dove?
GERTRUDE: C'è un salice che cresce di traverso
a un ruscello e specchia le sue foglie
nella vitrea corrente; qui ella venne,
il capo adorno di strane ghirlande
di ranuncoli, ortiche, margherite
e di quei lunghi fiori color porpora
che i licenziosi poeti bucolici
designano con più corrivo nome
ma che le nostre ritrose fanciulle
chiaman "dita di morto"; ella lassù,
mentre si arrampicava per appendere
l'erboree sue ghirlande ai rami penduli,
un ramo, invidioso, s'è spezzato
e gli erbosi trofei ed ella stessa
sono caduti nel piangente fiume.
Le sue vesti, gonfiandosi sull'acqua,
l'han sostenuta per un poco a galla,
nel mentre ch'ella, come una sirena,
cantava spunti d'antiche canzoni,
come incosciente della sua sciagura
o come una creatura d'altro regno
e familiare con quell'elemento.
Ma non per molto, perché le sue vesti
appesantite dall'acqua assorbita,
trascinaron la misera dal letto
























